UN PICCOLO PAZIENTE DELLA CLINICA RDKB HA SCRITTO AL PRESIDENTE PUTIN

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Putin Dima Rogachev

2005: incontro presso la clinica RDKB fra il Presidente Putin e Dima Rogachev

 

Egregio Vladimir Vladimirovich, Salve!

 

Mi chiamo Timofej Z., ho 10anni e arrivo dalla città di Kirov. Vi scrivo la lettera da solo, il mio papà corregge solo gli errori.

 

Nel mese di febbraio del 2017 mi sono ammalato di cancro. Sono ancora in cura a Mosca, nella clinica RDKB. Ho già fatto 9 cicli di chemioterapia ed un mese e mezzo di radioterapia. Mi curano bene. Il rapporto con i medici è molto buono. Sono molto preoccupati per i bambini. Natal’ja Igorevna Ponomareva e Ekaterina Michajlovna Tarasova sono i miei medici. Se non fosse per loro sarei morto. Per tutto il tempo, da quando sono qui, ho visto che questi medici vivono semplicemente sul posto di lavoro, vivono per noi. Bisogna aver cura di questi medici, così come hanno salvato moltissimi bambini, ne salveranno ancora molti.

 

Vorrei chiedervi, se fosse possibile, di ricompensare in qualche modo i miei medici o scrivere loro, a nome Vostro, una lettera di ringraziamento, perché loro sono come gli angeli.

 

Ma gli angeli più importanti – questi sono il mio papà e Voi. Senza di Voi non sarebbero gratuite le cure. Avete aiutato a costruire il Centro clinico intitolato al bambino Rogachev, dove mi hanno fatto la radioterapia mentre altri ospedali non mi potevano curare a causa delle difficoltà del mio caso. E’ lì che mi hanno salvato dalla ricomparsa del tumore.

 

Il mio papà mi ha chiesto di non scrivere su di lui, ma il mio papà è molto bravo. Ha rinunciato a tutto per la mia salute, fino a dimagrire. La maggior parte del suo tempo la passa con me a Mosca in ospedale, si adopera per me e passa le notti a lavorare al computer. Le spese sono molto grandi.

 

Le cure sono gratuite ma vivere a Mosca e gli alimenti speciali che mi servono sono molto costosi, ecco perché papà passa le notti al lavoro sul computer.

 

Presto sarò dimesso dalla RDKB e potrò ritornare a casa, ogni due mesi per controlli o cure, non ricordo bene, da Kirov dovremo ritornare qui. In treno non è possibile a causa del fatto che è sporco e per me lo sporco è controindicato. In aereo non è possibile, perché ho poche piastrine a causa della chemio. Quindi dovremo venire in macchina. In macchina mi piace e non è molta la distanza, dovremo anche portare un sacco di cose con noi (sterilizzatore, wc chimico mobile e molto altro). E tutto questo è molto difficile da portare senza una macchina. La mia famiglia non ha una macchina. Il papà, prima che mi ammalassi, voleva comprarne una ma date le enormi spese sostenute la macchina non l’abbiamo ancora acquistata.

 

Senza il mio papà non so cosa sarebbe successo. Io non ho bisogno di niente, ho la cosa più importante – il papà. Vorrei aiutarlo, ma non so come.

 

E Voi - davvero bravo e siate sempre Presidente. Un enorme grazie per esserci.

 

Scusatemi per la lettera, se ho fatto errori, ma papà credo abbia controllato, ma forse ha perso qualcosa.