UN VIAGGIO DA ARCHANGEL'SK A MOSCA

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In generale un ospedale è un luogo dove tutti noi non vorremmo mai entrare e visitare il reparto di cure palliative pediatriche della clinica Vyzhlezova non è una cosa che va presa alla leggera. Sei consapevole che i bambini che entreranno qui probabilmente non avranno alcuna possibilità di guarire, ma è compito di tutti i medici e infermieri che fra queste mura lavorano rendere il loro tempo di permanenza il più sereno possibile. Queste sono persone straordinarie alle quali con orgoglio ed ammirazione ho potuto stringere la mano e di questo soprattutto ringrazio la nostra Associazione.

 

Ecco, io penso che questo è stato il momento più difficile per me in questo viaggio.

 

Nel reparto di cure palliative i bambini non sono pochi, ma grazie a Dio molti di più sono quelli che hanno la speranza di avere una vita normale. Questa è la missione del reparto di cure intensive neonatali e bambini prematuri della clinica n. 7 di Archangel'sk. Qui uomo e tecnologia si uniscono assieme per fare veri miracoli, salvare le vite dei bambini e dare supporto sia logistico che psicologico ai genitori in questi difficili momenti.

 

Nella clinica regionale di Archangel’sk ho potuto visitare, stupefatto, una struttura davvero all’avanguardia: il nuovo Centro perinatale. Una struttura sviluppata su 7 piani completamente attrezzata per il monitoraggio delle gravidanze, sale parto, sale operatorie, incubatrici di ultima generazione e fornita di tutte le più moderne apparecchiature per il monitoraggio dei piccoli pazienti; ambulatori per visite pediatriche di ogni specialità ed il massimo del comfort per i genitori.

 

Questa struttura non ha solo il compito di ospitare i pazienti locali, ma ha la grande responsabilità di coprire le emergenze di tutta la regione di Archangel’sk che ha una superficie paragonabile a quella dell’intera Francia e tutto ciò avviene con la collaborazione dell’aviazione sanitaria ed al personale che lavora su una piattaforma informatica la quale è stata ideata e messa a regime grazie al finanziamento della nostra Associazione con il progetto "Un sorriso per ogni mamma".

 

A Mosca, all'ospedale pediatrico RDKB ho potuto vedere il luogo dove è nata la nostra associazione grazie al partenariato con il gruppo di volontari del Gruppo Padre Aleksandr Men’. Qui ho conosciuto Konstantin, che ci ha gentilmente accompagnati a visitare la Casa degli orfani "Neznjaiki" costruita per accogliere bambini orfani disabili, dove vive assieme alla sua famiglia e dove assieme a collaboratori specializzati, segue in prima persona un gruppo di bambini davvero speciali, pieni di vita, ai quali viene insegnato, nonostante le loro condizioni, tutto ciò che è necessario per poter poter un giorno essere integrati nella società. Qui c'è oltre alla grande casa comune c'è anche la scuola e laboratori per imparare una professione. 

 

Di qui ci siamo spostati alla "Casa dell’Accoglienza", un grande progetto della nostra Associazione: una casa in mezzo la natura, interamente dedicata ad accogliere i bambini con le loro mamme, nei periodi di terapia "post acuzie" nella RDKB. Moltissime sono le famiglie che qui vivono provenienti da tutta la Russia, che vengono accolte in questa casa sin dalla sua apertura nel 2007. Ne sono testimonianza le bandierine appuntate sulla grande mappa della Federazione, ormai ridotta ad un puntaspilli.

 

Un viaggio davvero straordinario dove ho potuto conoscere persone bellissime come Gleb Glinka, vedovo della dottoressa Elizaveta Glinka meglio nota come Dottor Liza che con Natal'ja porta avanti la fondazione intitolata alla moglie scomparsa. Elina, una giovane ragazza oggi studentessa di giornalismo, vittima dell'attentato della scuola di Beslan del 2004, una delle sessantatré persone ospitate in Italia grazie alla nostra Associazione per essere curata. Anna Tuv, una giovane madre originaria di Gorlovka, alla quale la guerra ha strappato una figlia, un marito e alla quale la nostra Associazione ha donato una protesi mioelettrica al braccio. Ed infine Elena Romanenko, responsabile del Gruppo "Mosca-Donbass" che porta aiuti ai bambini di Donetsk, dove negli ultimi anni si vive una drammatica situazione di guerra.

 

Sono stati giorni molto intensi e pieni di emozioni. Ringrazio l'Associazione per avermi dato l'opportunità, in questo straordinario viaggio, di toccare con mano e di vedere con i miei occhi parte dello straordinario lavoro svolto da “Aiutateci a Salvare i Bambini Onlus” in tutti questi anni.

 

Roberto F. 21 novembre 2018

 

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